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Il padre \” il secondo pensiero della natura\”: il collocamento presso di lui del figlio minore.

Quando Freud definì il padre “il secondo pensiero della natura”, penso che volesse proprio riferirsi alla cronologia del suo apparire e non alla sua importanza.

Il padre ha caratteristiche che lo rendono unico: non ha mai vissuto in modo totale come la madre una relazione con caratteristiche di dipendenza quasi fusionale. Questo inevitabilmente influisce sull\’immagine che il padre ha del figlio, in cui hanno maggior rilievo le caratteristiche legate al processo della crescita, dell\’affermazione, dell\’emancipazione. Ciò però non esclude il fatto che possa svolgere una funzione materna, che si traduce nell\’offrire un accudimento diversificato a seconda delle tappe di sviluppo del figlio in un contesto di continuità e coerenza e nell\’esercitare un\’azione di contenimento, ponendo dei limiti quando la situazione lo rende necessario.

Alcuni minori scelgono di stare con il padre, ad altri viene imposto di stare con il padre in modo prevalente; gli scenari possono essere differenti ma tutti accomunati dal riconoscimento del fatto che la funzione genitoriale la si può svolgere a prescindere dall\’essere madre o padre.

I minori hanno un bisogno prioritario e imperante, quello di sicurezza: il genitore deve rispondervi garantendo un ambiente \”medio prevedibile\” che offra protezione e allo stesso tempo sostenga le spinte alla realizzazione e alla libertà. In tal senso, pertanto, anche un padre può assolvere a questa funzione.

Certo ciò che è specifico della figura del padre è di “presentare il mondo al bambino”,di favorire la transizione da una realtà a un\’altra, dal mondo protetto dell\’infanzia e il mondo non protetto della realtà adulta. Ha un ruolo decisivo nel promuovere lo sviluppo del senso di fiducia, il riconoscimento delle proprie componenti individuali, siano essi bisogni o risorse.

L\’approvazione paterna favorisce nel figlio l\’autoaffermazione e il senso di possesso del sé, per cui la visione del mondo appare maggiormente gestibile. Molti film hanno tradotto in immagini il rapporto padri figli e tra questi ricorderete Interstellar (2014). Il regista, Christofer Nolan, intervistato, cosi commentava: \”Interstellarparla di mille cose e pone mille interrogativi, chi siamo, dove stiamo andando, ma per me è un film sull\’essere padri. Porre questo concetto al centro della narrazione, è stato fondamentale, molto di più che se mi fossi limitato a raccontare l\’avventura di un uomo che prova a salvare il pianeta. [..] l\’aspetto più interessante, anche rispetto alla grandezza dell\’universo, è la relazione che si stabilisce tra gli esseri umani\”.

PSICOLOGA/PSICOTERAPEUTA

DR.SSA FRANCESCA MARIANI

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