Neurodivergenze · ADHD · Regolazione emotiva
INTENSAMENTE:
una mente diversa
non è una mente sbagliata
Cos’è l’ADHD, come riconoscerlo, perché la diagnosi è uno strumento e non un’etichetta. Un percorso integrato per bambini, ragazzi, adulti e famiglie.
Perché abbiamo scelto questo nome
Abbiamo scelto il nome INTENSAMENTE perché racchiude qualcosa che molte persone con ADHD riconoscono immediatamente nella propria esperienza quotidiana.
Intensamente possono essere sentite le emozioni. Intensamente possono essere vissute le relazioni, gli interessi, le passioni, la curiosità. Intensamente possono essere percepite le sensazioni corporee.
Ma INTENSAMENTE è anche un gioco di parole che richiama la mente: una mente che spesso pensa velocemente, collega idee lontane, si accende con entusiasmo e fatica a rallentare.
«Il nostro obiettivo non è ridurre questa intensità, ma aiutare bambini, ragazzi, adulti e famiglie a comprenderla, regolarla e trasformarla in una risorsa per il benessere e la crescita.»
Le più recenti conoscenze sull’ADHD ci mostrano che non si tratta semplicemente di una difficoltà di attenzione e iperattività, ma di un diverso funzionamento dei processi di autoregolazione che coinvolgono attenzione, emozioni, comportamento, motivazione e pensiero.
Per questo abbiamo scelto un nome che non descrive un deficit, ma un modo di vivere e interpretare il mondo. Un nome che parla anche delle risorse: creatività, sensibilità, energia, passione, capacità di vedere connessioni che altri non vedono.
Cos’è l’ADHD — e cosa non è
L’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) è una condizione del neurosviluppo caratterizzata da difficoltà nella regolazione dell’attenzione, del comportamento e delle funzioni esecutive.
Non si tratta di mancanza di volontà, cattiva educazione o scarso impegno. L’ADHD è legato a un diverso funzionamento di alcuni circuiti cerebrali coinvolti nell’autoregolazione. Le linee guida internazionali, tra cui quelle dell’Istituto Superiore di Sanità, lo riconoscono come condizione neurobiologica con solide basi scientifiche.
🎯 Disattenzione
- Difficoltà a mantenere la concentrazione
- Facile distraibilità
- Difficoltà organizzative
- Dimenticanze frequenti
- Difficoltà nella gestione del materiale scolastico
⚡ Iperattività
- Necessità di movimento costante
- Difficoltà a rimanere seduti
- Irrequietezza motoria
- Sensazione di essere “sempre in movimento”
🔥 Impulsività
- Difficoltà ad attendere il proprio turno
- Interruzione frequente degli altri
- Decisioni affrettate
- Ridotta capacità di inibire le risposte immediate
💫 Disregolazione emotiva
- Reazioni emotive molto intense
- Scarsa tolleranza alla frustrazione
- Esplosioni di rabbia
- Difficoltà a calmarsi dopo una crisi
- Oscillazioni emotive rapide
Il corpo parla: interocezione e regolazione emotiva
Uno degli aspetti meno conosciuti — ma centrali — dell’ADHD riguarda il rapporto con i segnali corporei. La ricerca recente evidenzia che molte persone con ADHD vivono una relazione diversa con i propri stati interni: alcuni segnali vengono percepiti con grande intensità, altri vengono colti tardi, altri ancora risultano difficili da interpretare.
Molti bambini, ragazzi e adulti con ADHD raccontano di accorgersi della fame solo quando è diventata fortissima, di non percepire la stanchezza fino a un improvviso crollo, di sentire il cuore accelerare e riconoscere solo dopo di essere in ansia. Questo fenomeno è legato all’interocezione — la capacità di rilevare e interpretare i segnali provenienti dall’interno del corpo.
L’ADHD non finisce con l’infanzia
Per molti anni l’ADHD è stato considerato un disturbo esclusivamente dell’età evolutiva. Oggi sappiamo che si tratta di una condizione del neurosviluppo che accompagna la persona lungo tutto l’arco della vita, modificando le proprie manifestazioni nelle diverse fasi evolutive.
Molti adulti arrivano alla diagnosi dopo anni di fatica e incomprensioni. Alcuni la ricevono dopo la diagnosi di un figlio; altri si riconoscono nelle caratteristiche dell’ADHD leggendo o confrontandosi con altre persone. Ricevere una diagnosi in età adulta non è un’etichetta — è una nuova chiave di lettura per comprendere il proprio funzionamento e rileggere la propria storia.
Il fenotipo femminile: la diagnosi che arriva tardi
Per molti anni l’ADHD è stato studiato prevalentemente nei maschi. Le donne con ADHD presentano frequentemente caratteristiche meno riconoscibili: minore iperattività osservabile, maggiore disattenzione, elevata fatica organizzativa, forte autocritica, tendenza al perfezionismo e intenso sovraccarico mentale. Molte sviluppano strategie di compensazione molto efficaci — ma al costo di un notevole dispendio di energie psicologiche. Non è raro che la diagnosi arrivi dopo la nascita dei figli o dopo la diagnosi di ADHD in uno dei propri bambini.
La nostra filosofia: il cambiamento si costruisce insieme
Nel lavoro con bambini e ragazzi con ADHD crediamo che nessun professionista, da solo, possa essere il principale artefice del cambiamento. Le competenze cliniche sono fondamentali, ma altrettanto fondamentali sono le conoscenze, le intuizioni e le risorse che ogni famiglia porta con sé.
«I genitori sono gli esperti del proprio figlio: ne conoscono la storia, le fragilità, i punti di forza, le passioni e le strategie che nel tempo hanno funzionato o non hanno funzionato. Queste conoscenze rappresentano una risorsa preziosa che orienta e arricchisce il lavoro clinico.»
Per questo il nostro modello si fonda sulla collaborazione attiva tra professionisti, genitori, bambini, ragazzi e insegnanti. Non consideriamo la famiglia come destinataria di indicazioni, ma come parte integrante del percorso terapeutico.
Crediamo inoltre profondamente nel valore dell’incontro tra famiglie. Molti genitori arrivano ai percorsi sentendosi soli, incompresi o inadeguati. Quando hanno l’opportunità di confrontarsi tra loro, scoprono che dubbi, fatiche e preoccupazioni sono condivisi. Il gruppo diventa così uno spazio di apprendimento reciproco, di sostegno e di crescita.
Il percorso diagnostico e terapeutico
Primo colloquio
Raccolta della storia evolutiva, delle preoccupazioni della famiglia e degli obiettivi condivisi.
Valutazione multidisciplinare
Colloqui clinici, valutazione neuropsicologica, osservazione comportamentale, valutazione neuropsichiatrica, raccolta di informazioni da scuola e famiglia.
Restituzione diagnostica
Condivisione partecipata dei risultati e costruzione condivisa del progetto terapeutico. La diagnosi non è un’etichetta, ma uno strumento di comprensione.
Intervento personalizzato
Percorso integrato che può includere: parent training, psicoterapia, interventi neuropsicomotori, riabilitazione psichiatrica, consulenza scolastica, monitoraggio neuropsichiatrico.
Monitoraggio e verifica
L’équipe si confronta periodicamente per adattare gli interventi ai bisogni evolutivi del bambino e della famiglia nel tempo.
La nostra équipe INTENSAMENTE
D.ssa Dhebora Manfredi — Psicoterapeuta
Socia fondatrice di 6inEQUIPE. Si occupa di psicoterapia, sostegno alla genitorialità e percorsi dedicati ai disturbi del neurosviluppo. Lunga esperienza nei servizi pubblici di Neuropsichiatria Infantile e Tutela Minori. Promuove una lettura biopsicosociale delle difficoltà evolutive.
Diagnosta e Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Valutazione psicodiagnostica e neuropsicologica dell’ADHD e delle condizioni associate. Percorsi psicoterapeutici basati sull’evidenza scientifica. Conduce percorsi di Parent Training.
Neuropsichiatra Infantile
Valutazione neuropsichiatrica e inquadramento diagnostico. Collabora alla definizione del progetto terapeutico e, quando necessario, alla valutazione dell’opportunità di trattamento farmacologico.
Terapista della Riabilitazione Psichiatrica
Interventi riabilitativi finalizzati allo sviluppo dell’autonomia, delle abilità di autoregolazione e delle competenze adattive nella vita quotidiana.
Neuropsicomotricista
Valutazione e intervento neuropsicomotorio nei bambini. Attraverso il gioco, il movimento e le esperienze corporee favorisce lo sviluppo dell’autoregolazione e dell’attenzione.
Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Percorsi psicoterapeutici basati sull’evidenza scientifica. Co-conduce percorsi di Parent Training insieme alle colleghe del progetto INTENSAMENTE.
Riferimenti scientifici e normativi
- Istituto Superiore di Sanità — ADHD e Linee Guida
- AIFA — Registri e Piani Terapeutici ADHD (metilfenidato e atomoxetina)
- Rapporto ISS sui farmaci per l’ADHD
- Ministero della Salute — Neurosviluppo e disturbi in età evolutiva
- Barkley R.A. (2015), Attention-Deficit Hyperactivity Disorder: A Handbook for Diagnosis and Treatment — Guilford Press
Le domande più frequenti dei genitori
L’ADHD dipende da errori educativi?
No. L’ADHD è una condizione del neurosviluppo. Le strategie educative possono influenzare il modo in cui le difficoltà si manifestano, ma non ne rappresentano la causa.
Mio figlio è intelligente ma non si applica. Può essere ADHD?
Sì. Le difficoltà attentive e di autoregolazione possono essere presenti anche in bambini molto intelligenti — e spesso proprio in loro rimangono a lungo non riconosciute. Una valutazione specialistica accurata è fondamentale.
L’ADHD passa con la crescita?
L’ADHD evolve nel tempo. Alcune difficoltà possono ridursi, mentre altre possono assumere forme diverse nelle varie fasi dello sviluppo. Un intervento precoce favorisce esiti migliori.
Perché mio figlio riesce a concentrarsi sui videogiochi ma non sui compiti?
L’ADHD non comporta una mancanza totale di attenzione, ma una difficoltà nella sua regolazione. Attività altamente motivanti possono mantenere il coinvolgimento molto più facilmente. Questo non significa che il problema non esista: significa che l’ADHD funziona così.
Le crisi di rabbia fanno parte dell’ADHD?
Molto spesso sì. Molti bambini e ragazzi con ADHD presentano difficoltà di regolazione emotiva che rappresentano una delle principali fonti di sofferenza per il bambino e per la famiglia. Comprendere questi meccanismi permette di intervenire in modo molto più efficace.
Il trattamento farmacologico è sempre necessario?
No. La scelta dipende dall’età, dalla gravità dei sintomi e dall’impatto sul funzionamento quotidiano. In Italia la prescrizione segue procedure rigorose definite da AIFA e avviene esclusivamente tramite centri autorizzati. 6inEQUIPE non prescrive farmaci, ma lavora in stretta integrazione con i servizi pubblici e i centri specialistici territoriali.
La scuola come alleata, non come campo di battaglia
Per un bambino o un adolescente con ADHD la scuola è uno dei principali contesti di crescita, relazione e costruzione dell’identità personale. Le esperienze scolastiche influenzano profondamente il senso di competenza, l’autostima, la motivazione e la fiducia nelle proprie capacità.
La nostra équipe promuove una collaborazione attiva con insegnanti, scuole ed enti educativi, nel rispetto dei ruoli e delle competenze di ciascuno. Questo può tradursi in consulenze agli insegnanti, incontri tra famiglia, scuola e professionisti, supporto nella costruzione di strategie educative condivise, formazione sui disturbi del neurosviluppo.
Una scuola informata e consapevole può diventare un potente fattore di protezione, capace di valorizzare le risorse dello studente e prevenire quei vissuti di insuccesso che troppo spesso accompagnano i percorsi scolastici degli studenti con ADHD.
INTENSAMENTE nel contesto delle neurodivergenze
L’ADHD raramente si presenta come una condizione isolata. Per questo l’équipe INTENSAMENTE dialoga costantemente con le altre aree specialistiche di 6inEQUIPE dedicate alle neurodivergenze:
DSA — 6inEQUIPE è un’équipe autorizzata da ATS Milano per la certificazione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento, con competenze specialistiche nell’ambito dell’apprendimento.
Autismo — L’équipe AUTISTICAMENTE è dedicata all’accompagnamento di bambini, ragazzi, adulti e famiglie che vivono l’esperienza dell’autismo.
Plusdotazione / Alto Potenziale Cognitivo — La plusdotazione può coesistere con l’ADHD o con altre neurodivergenze, dando origine a profili complessi che richiedono percorsi altamente personalizzati.
Hai riconosciuto qualcosa in quello che hai letto?
Che tu sia un genitore, un professionista o un adulto che si sta interrogando sul proprio funzionamento: siamo qui. Il primo passo è un colloquio conoscitivo.
Contattaci Conosci il teamRiferimenti: ISS — ADHD · AIFA — Registri ADHD · Rapporto ISS sui farmaci ADHD · Barkley R.A. (2015), ADHD: A Handbook for Diagnosis and Treatment
Articolo a cura di 6inEQUIPE · Progetto INTENSAMENTE — Équipe ADHD e Regolazione Emotiva



